CONTATTI
maturità digitale

La scelta del giusto approccio alla pubblicità varia in funzione del grado di maturità digitale.

Alcune strategie sono più adatte alle multinazionali, altre ai giovani professionisti o alle medie imprese.

Vediamo quali sono questi stadi.

Basic

Il primo stadio è rappresentato dalla consapevolezza.

La consapevolezza di come il digitale, possa contribuire in un contesto più ampio di occasioni di contatto, a raggiungere obiettivi di marketing e business.

È la fase in cui si inizia a dedicare un budget, sebbene contenuto, e si familiarizza con le piattaforme di pubblicità come Facebook e Google; si impostano gli Analytics e si verifica il comportamento degli utenti.

Qui tipicamente ritroviamo liberi professionisti e PMI, che iniziano a sperimentare le loro campagne.

La spesa in pubblicità generalmente non supera il 10% degli investimenti pubblicitari o marketing, e non sono presenti una struttura o persone con competenze dedicate.

Developing

Nella seconda fase della maturità digitale, quella della crescita, rientrano invece le realtà che hanno compreso che al digitale non va destinato un ruolo o budget residuale, ma è importante tanto quanto altri mezzi.

Dapprima presidiato da grandi aziende e da qualche multinazionale, è lo stadio in cui si trovano oggi la maggior parte delle aziende “migrate” rapidamente dopo la pandemia di inizio 2020: si è infatti creata quella urgenza che, diciamocelo, non avrebbe permesso a tantissime medie e grandi aziende di intraprendere una reale digitalizzazione.

Nella fase di crescita si destina tipicamente un budget che va dal 10% al 20% del budget totale pubblicitario.

Tipico di questa fase è che si lavora su progetti di sviluppo, come l’eCommerce e sull’introduzione di tecnologie per gestire e misurare i dati in modo più avanzato.

Il rischio però. è quello di lavorare per silos, ottimizzando il proprio lavoro al massimo a discapito di una scarsa integrazione tra discipline.

Si potrebbero generare ottime performance in ambito SEO, SEA, Social paid, Social Owned, Display, Affiliation, Video, Influencer Marketing, etc… ma le vendite?

Alla fine arrivano oppure si riempiono report solo con indicatori digitali?

Le aziende più mature giungono a risultati attraverso modelli econometrici, altre invece, analizzano soltanto il rapporto tra budget investito e guadagno ottenuto, ma ciò potrebbe essere assai riduttivo in alcuni casi (a tal proposito ti consigliamo l’approfondimento di questo articolo)

Advanced: massima maturità digitale

La fase di maggior sviluppo è quella avanzata, dove le aziende, tipicamente multinazionali o business esclusivamente digitali, investono una quota importante in pubblicità digitale.

Per i business che vivono solo nel digitale (pensiamo agli ecommerce, ai servizi solo online) l’approccio qui è addirittura inverso: in molti fanno “il grande salto” andando in televisione, per rimarcare la propria “statura”, sebbene parte del messaggio raggiunga persone non in target.  

Le tecnologie sono molto avanzate, si applicano algoritmi di machine learning (potrebbe interessarti questo video sull’argomento), la creatività viene adattata dinamicamente, la misurazione è “cross canale” e basata su modelli integrati con dati econometrici; si iniziano a tracciare i risultati nel mondo “fisico” a partire da un contatto digitale, e viceversa. 

I programmi di Customer Relationship Manangement si integrano con le campagne digitali, alimentandosi a vicenda e mettendo insieme i dati, nel rispetto delle logiche stringenti del GDRP.

Le aziende hanno team omnicanale, che devono allineare gli obiettivi di tutta l’azienda attorno a un unico risultato: l’esperienza del cliente che, se positiva e distintiva, si tradurrà in vendite e fedeltà nel tempo.

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